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A seguito dell'incontro del 27 febbraio presso l'Ambasciata degli Stati Uniti d'America si è provveduto a redigere un progetto integrato per dare piena attuazione all'Accordo siglato il 19 gennaio 2001 tra il govemo degli Stati Uniti d'America e il Governo della Repubblica Italiana. II progetto vede la partecipazione attiva delle più importanti Soprintendenze, che tutelano, conservano e gestiscono il patrimonio archeologico dell'Italia.
Seguendo le direttive presenti nell'Accordo per il prestito a lungo termine di reperti archeologici, a fini culturali, didattici, scientifici ed espositivi, il progetto si sviluppa secondo tre ambiti:
Si tratta sia di mostre da preparare
che di mostre gia programmate che potrebbero entrare nel circuito statunitense.
Reperti di età romana e preromana, dell' area etrusca, provenienti dal Museo archeologico nazionale di Firenze.
Dimensioni: c.500 reperti -c.500
mq superficie espositiva. Catalogo anche in spagnolo.
La mostra è attualmente in
corso ad Edmonton (Canada) (sino ad aprile 2003). Disponibile a partire
dal secondo semestre 2003. La stessa mostra, in una veste iniziale, che
riguardava esclusivamente l’età imperiale, è stata presentata
in Argentina e Cile (1999/2000).
Importanti documenti di oreficeria
dalla civiltà etrusca al tardo medioevo.
La mostra, attualmente pronta ed
esportabile, è stata esposta a Santiago del Cile nel 2001/2002.
Dimensioni: c.280 reperti, c.400
mq. Catalogo anche in spagnolo.
Storia dell'arte e della cultura Etrusca, dal periodo villanoviano all' ellenismo, attraverso importanti documenti archeologici:bronzi, oreficerie, ceramiche. Corredata di un'interessante apparato didattico.
Dimensioni: c. 370 reperti, c. 500
mq. Catalogo in inglese.
La mostra sarà impegnata
a Shanghai fino ad ottobre 2003. In via di definizione lo spostamento a
Pechino che, in caso di conferma, si potrebbe protrarre sino alla primavera
2004 e ad Edimburgo per il secondo semestre 2004. Disponibile per il 2005.
Straordinari gioielli in oro e ambra, armature in bronzo e vagi attici a figure nere (anche con rare scene mitologiche) provenienti da complessi funerari, dall'VIII al VI secolo a.C. rinvenimenti fra i più significativi effettuati negli ultimi anni e relativi alle diverse genti greche e indigene vissute in Basilicata tra VII e II secolo a.C.
Dimensioni: c. 763 reperti, 600-800
mq. Catalogo anche in inglese.
La mostra è stata esposta
a Strasburgo, Lione e Montreal.
Richieste da parte di: Austria,
Spagna, Giappone e Australia in via di definizione.
Pronta e disponibile in qualsiasi
momento, non avendo ancora un calendario definito.
Reperti di vetro colorato dell'antica Albingaunum (Albenga), materiali per lo più inediti considerati sotto l'aspetto delle tecniche artigianali di produzione con un ampio supporto di analisi archeometriche, degli apparati decorativi, e della loro funzionalita nell'ambito dell'uso quotidiano. Vasellame da mensa e da dispensa, contenitori di unguenti e balsami.
Dimensioni: c. 150 reperti, superficie
espositiva c. 400 mq.
La mostra è attualmente pronta
e disponibile.
Reportage insolito degli eventi drammatici dell'eruzione del 79 d.C. Grazie ad un audace allestimento, i docurnenti archeologici, di cui molti inediti, insieme ai calchi delle figure umane degli individui sorpresi dalla catastrofe, rinvenuti negli edifici o durante la fuga verso impossibili vie di salvezza, raccontano le loro storie e ci permettono di ricostruire uno spaccato di quella che fu la vita di uomini e donne, di ricchi e di poveri, di artigiani e commercianti dell'area vesuviana fino alla tragica eruzione del Vesuvio. La mostra presenta, in anteprima, i ritrovamenti delle recenti campagne di scavo condotte nel suburbia di Pompei, in località Moregine: raffinate pitture parietali di IV stile che decoravano tre triclini. Inoltre, semple in anteprima, le pitture di II stile rinvenute, in anni recenti, nella Villa 6 di Terzino, straordinario ciclo pittorico che richiama alIa memoria la megalografia della Villa dei Misteri.
Dimensioni: 11 calchi urnani, 30
affreschi, 10 sculture, 500 preziosi monili, 200 oggetti di usa comune,
legni ed una eccezionale cassaforte in bronzo e ferro, espositivi c. 2000
mq.
Accurato apparato didascalico, catalogo
in francese ed inglese.
La mostra è prevista essere
attiva fino al 2008: a tutt'oggi il calendario degli impegni non e formalizzato,
ma si può supporre che nel 2004 la mostra sarà impegnata
in America latina e nel 2005 in Giappone. Potrebbe essere disponibile nel
2006.
Cultura e Archeologia da Stabiae:
la città e il territorio tra l'età arcaica e l'età
romana. Recenti rinvenimenti nell'area di Castellamare di Stabiae. La mostra
è suddivisa in tre sezioni; una prima sezione presenta gli affreschi
che costituiscono
l'allestimento del tablino della
Villa di Carmiano, una seconda sezione propane importanti reperti marmorei
ritrovati in corso di scavi dalla Villa del Pastore di Stabiae. Un'ultima
sezione presenta corredi tombali pre romani, databili dal VI al IV secolo
a.C., provenienti dalla necropoli in località Madonna delle Grazie.
Dimensioni: c. 100 reperti, mq espositivi
200/300.
Pronta, disponibile subito.
Grande rassegna tematica che fino al marzo 2003 ha interessato 73 musei e aree archeologiche di tutte Le Soprintendenze italiane. Si tratta del primo anno dell'iniziativa promossa dalla Direzione Generale, che si ripeterà nel 2003-2004 con la rassegna sulla moda e il costume. L'esportazione negli Stati Uniti della mostra a tema unico sullo "Sport" potrebbe costituire il primo esempio di un gemellaggio tra i due Paesi su temi di sicuro appeal che riguardano per lo più la vita quotidiana dei popoli dell'Italia antica.
Dimensione: scelta tra oltre 3000
reperti, per non meno di 2000 mq.
È in corso la redazione del
catalogo (in italiano).
Grande mostra in allestimento per
il 2004 in occasione di "Genova, capitale della cultura". Potrebbe essere
inserita nel circuito americano dal 2005. Affronta tutti gli aspetti della
civiltà dell'antico popolo italico. (Si potrebbe accompagnare con
la mostra sull'archeologia subacquea in allestimento presso l' acquario
di Genova, sempre per il 2004, ma non è la Soprintendenza l'organizzatore).
Stacia della civiltà romana dalle origini al tardo impero, attraverso documenti archeologici (affreschi, sculture, oggetti d'uso quotidiano, suppellettili, oreficerie) che testimoniano aspetti della vita quotidiana e stili di vita. Tra gli ambiti tracciati: la casa, l'arredamento, la vita militare (l'esercito, la marina), il mondo femminile (la cosmesi e l'igiene personate, gli omamenti, i monili), i giochi, il rituale funerario. Un grande affresco della cultura e produzione artistica romana.
Dimensioni: c. 170 reperti, importante
apparato didascalico. Catalogo in inglese.
La mostra sarà ospitata al
Museo Nazionale della Cina di Pechino dal 1luglio/31 agosto 2003, da novembre
2003 a gennaio 2004 al Provincial Museum of Henan, Zhenghzou.
Disponibile dalla seconda metà
del 2004.
Storia dell'oreficeria antica, la
mostra raccoglierà una panoramica delle produzioni di oreficeria
i delle varie culture italiche,
attraverso documenti archeologici di grande pregio provenienti da quasi
tutte le Soprintendenze. Attualmente in preparazione, prevista per la fine
2003-inizi 2004.
Dimensione: c. 250 reperti,
superficie espositiva 400 mq.
Disponibile non avendo, ancora un
calendario definito.
Reperti provenienti dal contesto tombale di "Vimini" in Canoga, recuperato intatto, e dalla "tomba della Medusa" di Arpi, gravemente danneggiata dagli scavi clandestini. L'esposizione e finalizzata ad evidenziare i danni apportati al patrimonio archeologico dagli scavi clandestini che, oltre a depredare i reperti, alterano irreversibilmente il contesto.
Dimensioni: c. 192 reperti, superficie
espositiva c. 500 mq.
La mostra sarà esposta al
Pergamonmuseum di Berlino dal 23 maggio al 3 agosto 2003 segue una seconda
tappa a Colonia.
Disponibile dal primo semestre 2004.
Proposta in occasione del presente progetto, la mostra potrebbe riguardare contesti di materiali provenienti da necropoli di età orientalizzante esplorate nella piana campana, nucleo espositivo omogeneo di una facies culturale significativa della protostoria dell'Italia antica in un periodo di importanti mutamenti sociali ed economici.
Dimensioni: Reperti: c.150, superficie
espositiva c. 400 mq.
Proposta in occasione del presente progetto, la mostra prevede una selezione di vasi figurati del IV secolo a.C. di produzione italiota, da individuare fra quelli decontestualizzati della raccolta vascolare del Museo Archeologico di Napoli, attualmente non esposti.
Dimensioni: Reperti 50/100, superficie
espositiva c. 400 mq.
Proposta in occasione del presente progetto, la mostra prevede l'esposizione di reperti relativi all'antica popolazione preromana, per favorire la lettura dei contesti anche in connessione con le acquisizioni di singoli reperti da parte di musei americani nel dopoguerra. Corollario della mostra sarebbe il prestito a lungo termine di materiali archeologici relativi alIa cultura japigia, anche di quelli sottoposti a sequestri.
Dimensioni: da definire.
Proposta in occasione del presente progetto, la mostra prevede l'esposizione di reperti provenienti da corredi tombali riferiti ad un ampio arco cronologico, prevalentemente a partire dal primo secolo a.C. ma con significative testimonianze del periodo celtico. Elmi, scudi, corazze, fibule ecc.
Dimensione: da stabilire.
Proposta in occasione del presente progetto, la mostra prevede il prestito a lungo termine di una selezione di materiali (vasi, monete, statuette, coroplastica), provenienti da necropoli, santuari ed abitati dell'Italia antica, oggetto di sequestri da parte dei Carabinieri e della Guardia di Finanza , in parte gia esposti in sedi museali calabresi.
Dimensioni: c. 200 reperti, superficie
espositiva c. 400 mq da definire.
La mostra, articolata in diverse sezioni, vuole mostrare le conquiste dei Geci in alcuni campi delle scienze. Sono state individuate le seguenti sezioni: la scienza greca, le corti ed i centri della scienza nell'ellenismo; la misura del tempo e dello spazio; la musica e il teatro, la meccanica del quotidiano e le macchine complesse. Ciascun settore è documentato attraverso i materiali archeologici, ove esistenti, e da ricostruzioni di macchine, automi etc., che sarà possibile realizzare sulla base delle descrizioni di autori antichi.
Dimensioni: reperti c. 200, espositivi
c. 500 mq.
La mostra, prevista per il primo
semestre 2004, avrà come prima sede il Museo Archeologico Nazionale
di Napoli.
Disponibile dal secondo semestre
2004.
La mostra intende percorrere la storia del ritratto antico, dal ritratto intenzionale (canopi, urne etc) al ritratto fisiognomico caratterizzante. In fase di realizzazione potrebbe essere disponibile dal primo semestre 2004.
Dimensioni: c. 200 reperti , c. 500
mq superficie espositiva.
L'esposizione offre un spaccato della Roma imperiale, dal punta di vista della pianificazione urbanistica e della vita quotidiana, restituendo la spazialità degli ambienti. I materiali consistono nelle pareti affrescate e pavimenti a mosaico di alcuni ambienti originari, interamente ricostruiti, risalenti alla media età imperiale tra II e III secolo d.C., pertinenti a una ricca domus di proprieta della famiglia imperiale e pannelli di grandi dimensioni, pertinenti ad un impianto termale (tipo balnea) con figure di bagnanti (tra questi la prima figura di donna in bikini). La mostra è inoltre corredata di plastico in scala del quartiere e ricostruzione dal vera di una piscina del frigidario.
Dimensioni: mq espositivi c. 500.
La mostra, già presentata
a Palazzo Massimo 1994, ed ad Ann Arbor nel 1996, presenta preziose sculture
di epoca domizianea (fine I sec.d.C.) smembrate dall'inizio del 1900 tra
il Museo Nazionale Romano ed il Kelsey Museum di Ann Arbor. Agli originali
ricongiunti potrebbero essere accostate copie da calco (in resina di ottima
qualità).
La mostra presenta inedite ed importanti opere d'arte rinvenute recentemente nella regione Lazio. Mosaici policromi e in bianco e nero provenienti da una domus di Cisterna e di Palestrina, una statua di Livia, una raffigurazione di Augusto, statue di Ercole fanciullo e adulto provenienti daI santuario d 'Ercole di Tivoli, teste, busti, tante opere che tessono la storia della regione e dei suoi territori.
Dimensioni: c. 150 reperti, c. 400
mq superficie espositiva.
Disponibile dal secondo semestre
2003.
Si tratta di una imponente raccolta consistente in circa 260.000 pezzi, tra oggetti interi e frammenti, rappresentativi delle più svariate classi di materiali dalla protostoria a tutta l'età antica. La sterminata collezione, raccolta dal musicista Evan Gorga nella prima meta del 1900 ed acquisita dallo Stato italiano net 1950, comprende terrecotte, vetri, vasellame e utensili metallici, soprattutto in bronzo, omamenti personali e specchi, bronzetti figurati, armi (fino all'età tardo antica) iscrizioni lapidee e un consistente numero di affreschi e stucchi. Buona parte di tali materiali è da ricomporre e restaurare, anche in vista di futuri allestimenti.
La collezione è disponibile
e offre infinite possibilità di studio, restauro e allestimento
tematico.
Nel quadro delle molteplici attività
di ricerche che, poste in atto in Etruria Meridionale in questi
ultimi anni, concorrono a restituirci
un panorama culturale dei grandi siti dell' area costiera sempre più
intenso e dinamico, uno degli obiettivi più fortemente perseguiti
è quello legato allo studio dei materiali provenienti dai vecchi
scavi che vede, già da tempo, affiancati agli archeologi della Soprintendenza
Istituti di ricerca e Università italiane e straniere. In tale prospettiva
un episodio di particolare spicco è quello relativo agli scavi condotti
a Vulci, nel sepolcreto dell'Osteria, tra il 1929 e il 1932. Sebbene di
riconosciuta importanza i materiali, che si scaglionano in un arco cronologico
compreso tra l'VIII secolo a.C. e l'età romana, non sono stati nel
tempo oggetto di pubblicazione sistematica. Il progetto cui si pensa potrebbe
in particolare risultare attraente per istituzioni universitarie quali
quelle dell'Illinois e della Pennsylvania, tenuto conto che in tali Stati
e precisamente al Museo dell 'Università di Philadelphia e al Field
Museum di Chicago si conservano due importanti nuclei di tombe vulcenti
scavate tra il 1895 e il 1896 da Francesco Mancinelli Scotti nella necropoli
della Polledrara di Vulci. Il progetto si concretizza nella costituzione
di un gruppo di lavoro formato da studiosi americani che, in collaborazione
con gli archeologi della Soprintendenza e previa restauro e documentazione
dei materiali, potrebbero procedere alla catalogazione e allo studio sistematico
dei contesti funerari.
Tale iniziativa, che dovrebbe confluire
in una pubblicazione sistematica, avrebbe il pregio di concorrere alla
formazione dei giovani studiosi, offrendo loro un bagaglio di esperienze
non trascurabili e ponendoli a diretto contatto con le problematiche archeologiche.
I risultati di tale complesso e articolato progetto potrebbero trovare
infine adeguata visibilità presso il grande pubblico americano attraverso
una manifestazione espositiva ove potrebbero confluire i più significativi
complessi funerari studiati.
Progetto di catalogazione e studio
dei reperti conservati nel deposito del santuario di Ercole Vincitore a
Tivoli. Il progetto prevede la collaborazione tra studiosi americani ed
archeologi italiani che, previa restauro e documentazione dei materiali,
potrebbero procedere alla catalogazione e allo studio sistematico dei medesimi.
I risultati del progetto che dovrebbero confluire in una pubblicazione
sistematica, potrebbero trovare infine adeguata visibilità presso
il grande pubblico americano attraverso una manifestazione espositiva.
Progetto di catalogazione e studio
dei reperti provenienti dalla Villa d' Orazio a Licenza, materiali scavati
in collaborazione con l'Accademia Americana. I reperti potrebbero essere
catalogati e studiati sistematicamente da un gruppo di lavoro formato da
studiosi americani ed archeologi italiani. Tale iniziativa potrebbe concorrere
alIa formazione di giovani studiosi americani (specializzandi), offrendo
loro un bagaglio di esperienze non trascurabili e ponendoli a diretto contatto
con le problematiche archeologiche. I risultati del progetto, che dovrebbe
confluire in una pubblicazione sistematica, potrebbero trovare infine adeguata
visibilità presso il grande pubblico americano attraverso una manifestazione
espositiva.
Progetto di studio è, in parte,
restauro, dei materiali provenienti dagli scavi di Oppido Mamertina, affidati
in concessione da oltre 10 anni attuati dall'Università di Boulder
(Colorado). Il progetto consentirebbe uno studio sistematico di complessi
favorendo, tra l'altro, una maggiore consapevolezza delle problematiche
riguardanti la conservazione del patrimonio archeologico italiano presso
il mondo americano. I risultati del progetto potrebbero trovare adeguata
visibilita attraverso una manifestazione espositiva, corredata da adeguati
supporti didattico illustrativi. Sarebbe, tra l'altro, possibile, consentire
prestiti di lungo termine.
Studio delle tecniche di lavorazione delle ceramiche antiche e individuazione delle botteghe di produzione attraverso l'analisi dattiloscopia. Nel 1996, nel sito archeologico di Metaponto, è stata svolta un'indagine dattiloscopica sperimentale sulle impronte digitali lasciate dagli artigiani antichi sui vasi rinvenuti nello scarico n.l del kerameikos di Metaponto; l'indagine, condotta con la collaborazione dell a Polizia di Stato (Servizio di Polizia Scientifica), ha portato all'identificazione certa di almeno quattro artigiani impiegati nella stessa officina con compiti diversi. Sono così emerse le grandi potenzialità dell'indagine dattiloscopica applicata ai materiali ceramici.
L'ipotesi progettuale avanzata si propone di ampliare quella ricerca sull'intero patrimonio archeologico regionale della Basilicata, abbinando le tecniche tipiche dell'indagine dattiloscopica aIle metodologie peculiari dell'archeologia, di realizzare, una banca dati delle impronte digitaIi su vasi, di favorire un confronto di esperienze e metodologie di intervento in un settore particolarmente avanzato della ricerca scientifica, al fine di raggiungere i seguenti obiettivi generaIi:
Le attività da svolgersi in
collaborazione con le autorità degli Stati Uniti potrebbero prevedere
una schedatura delle impronte presenti sulle ceramiche antiche, conservate
presso musei archeologici americani e provenienti dalla Basilicata o, più
in generale, dalla Magna Grecia. Una pubblicazione e una mostra, da tenersi
presso musei archeologici americani e italiani, potrebbero illustrare,
a conclusione del progetto, i risultati di questo studio assolutamente
innovativo.
Schedatura e studio di reperti archeologici
provenienti da scavi di abitato.
II progetto potrebbe riguardare
la catalogazione e lo studio di materiali archeologici provenienti da scavi
condotti in aree di abitato, che presentino sequenze stratigrafiche particolarmente
articolate. Tale attività potrebbe essere affidata ad Università
americane.
Questo progetto ha numerose finalità.
In primo luogo, consentirebbe uno studio sistematico di complessi sui quali,
al momenta, non e possibile, data la mole dei rinvenimenti, orientare le
attività di catalogazione. Sarebbe, tra l'altro, possibile, senza
particolari problemi di tutela, consentire prestiti di lungo termine. La
ricerca in questione favorirebbe, tra l'altro, una maggiore consapevolezza
delle problematiche riguardanti la conservazione del patrimonio archeologico
italiano presso gli studenti americani, cui spetterà, nel media
periodo, la responsabilità dei Musei e l'insegnamento nelle Università.
Un rapporto diretto con i reperti archeologici consentirebbe, infine, una
maggiore conoscenza, anche satta il profilo scientifico, delle specificità
del patrimonio culturale italiano.
Collaborazione al restauro di alcuni
lotti di contesti di ambito indigeno "japigio" come le tombe di Ordina,
peraltro pre senti in America nella collezione Farwell del Museo di Boston.
Progetto di studio, restauro ed eventuale
esposizione dei letti in avorio ed in osso dell'ltalia medio-adriatica
tra la tarda età ellenistica ed il primo impero. Tale classe di
materiali, peculiare delle sepolture "emergenti" realizzate tra la tarda
età repubblicana e la prima età imperiale, è particolarmente
diffusa in Abruzzo, dove con ogni probabilita possono essere localizzati
uno o due centri di produzione. Le placchette di rivestimento dei letti
funerari in ossa hanno attratto in passato l'attenzione dei collezionisti,
provocandone anche la dispersione e compromettendone la comprensione. Scavi
sistematici recenti hanno permesso di ricontestualizzare tali letti, associandoli
ai relativi corredi. Contestualmente sono stati avviati il restauro e la
ricomposizione dei letti stessi, con risultati di altissimo pregio. Alla
luce dei recenti risultati, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo
propane ai colleghi americani la propria collaborazione per lo studio ed
il restauro degli esemplari conservati nei musei americani, come quelli
di Richmond del Field Museum di Chicago. Al termine del progetto i risultati
potrebbero essere oggetto di un'esposizione, da tenersi sia in ltalia sia
presso i musei statunitensi interessati, nella quale potrebbero essere
presentati i letti insieme ai corredi associati.
1. Università di Tucson,Arizona
-- Chianciano Terme (Si) loc. Foce -- Ricognizione di superficie. Durata
1 anno, prima richiesta.
2. Università del Colorado,
Denver -- Oppido Mamertina (R.C.) loc. Contrada Mella --Insediamento
ellenistico. Durata 1 anno, rinnovo.
3. Università del North Carolina,
Chapel Hill -- Pomarance (Pi) -- Indagini stratigrafiche. Durata 1 anno.
4. Accademia Americana,Roma -- Palazzo
Pio, Terme di Pompeo --Sondaggio cantine di Palazzo Pio. Durata 5 anni
5. Southern Methodist University,
Dallas,Texas -- Vicchio(Fi) loc. Poggio Colla, Montesassi, Podere Bosco
-- Sito Etrusco. Durata 1 anno, rinnovo 2003/2006.
6. Università di Oxford e
dell'Ohio- Atessa(Ch)-loc. Acquachiara, Colle San Giorgio, Colle Archiano.
Durata 1 anno, prima richiesta.
7. Università di Oxford e
dell'Ohio -- Tormarecchio(Ch)-loc. Monte Pallano- Santuario. Durata 1 anno,
prima richiesta.
Se ne possono individuare altre, a seconda delle richieste delle università. Tra di esse si propone, intanto, lo scavo e la sistemazione dei centri etrusco-romani di Populonia, Roselle e Cosa, già a suo tempo in concessione alla American Academy.
Una proposta interessante che esula
dai tre ambiti rappresentati è avanzata dalla Soprintendenza di
Napoli e Caserta:
Costituzione di un'area da destinare
a Parco Archeologico con annesso museD del territorio, all'interno della
base di supporto della Marina Militare statunitense, in corso di realizzazione
a Gricignano di Aversa, relativa alle evidenze archeologiche dall' età
del Bronzo alla tarda età imperiale romana, messe in luce nel corso
degli scavi archeologici.
L'allestimento dell'area del parco
prevede una valorizzazione in sito delle evidenze o ricostruzione in scala
reale (di uno spaccato del paesaggio, anche per i1 tramite di modelli virtuali,
e di una porzione della necropoli di IV e II secolo a.C. rinvenuta), un
settore destinato all'esposizione dei reperti, un auditorium.
Tale progetto potrebbe essere sviluppato
ed approfondito con l'apporto di studiosi ed Istituti di ricerca statunitensi
e confluire in esposizioni di reperti archeologici recuperati nel corso
degli scavi. da realizzarsi anche negli Stati Uniti.
Ministero per i Beni e le Attività
Culturali
Direzione Generale per i Beni Archeologici
Servizio Documentazione dei Beni
Via di San Michele, 22 00153 Roma
Dirigente:
Arch. Antonia P. Recchia
Tel. 0039 06 58434630
Fax. 0039 06 58434751
e.mail a.recchia@archeologia.beniculturali.it
Responsabile relazioni internazionali:
Dott. Rosanna Binacchi
Tel.0039 06 58434627
Fax.0039 06 5843 4751
e.mail rbinacchi@beniculturali.it